Capitolo 1

Desclaimer: Tutti i personaggi appartengono al sommo e divino Inoue. ^^ Ciao a tutte! Approfitto di questo fantastico forum per postare la mia fanfic. Qualcuno di voi l’avrà già letta, ma qualcun’altra no.^^ Un bacione a tutte!

Sembrava semplice

di Brinarap
Capitolo 1

Sembra semplice…vivere…Si sa…l’esistenza umana è un insieme di alti e di bassi, di lotte, fatica, sudore.È felicità e sofferenza, è dolore e sollievo.Lacrime e sorrisi si intrecciano nella quotidianità delle persone, costruendo il futuro degli stessi a seconda dello susseguirsi degli eventi, più o meno piacevoli. La vita è una contraddizione, un’alternanza di positivo e negativo. Discordanze pericolose che vorticano intorno all’essere, intorno al vivere. A volte prevalgono gli eventi positivi, altre volte gli eventi negativi.Ma si sa, quando sono quest’ultimi che prevalgono, diventa difficile che all’improvviso qualcosa possa girare per il verso giusto, e così la speranza svanisce e tutto scivola dalle mani pericolosamente. E restano solo pensieri negativi…e la certezza che prima o poi, la morte sarà in grado di dare pace all’uomo.Sembrava semplice anche per lui…Nobunaga Kyota..sedici anni, studente al liceo e una passione per lo sport, il basket. Chissà come sarebbe stata la sua vita in un’altra situazione…ma si sa, si ha quel che si ha, o quel che si merita.Ma per quanto si sforzasse, il piccolo Kyota non riusciva proprio a capire perché stesse capitando proprio a lui. Seduto su quel pavimento polveroso, intento a fasciarsi il polso dolorante, singhiozzava sommessamente cercando di trattenere le grosse lacrime che gli scivolavano sulle guance arrossate. Allungò la mano e controllò che la serratura della porta di camera sua fosse chiusa e si tirò in piedi tenendosi le mani sullo stomaco. Quel bastardo ci era andato giù pesante. Si sfilò i jeans già slacciati e si passò una mano sui glutei…sangue…si…ci era già andato giù veramente pesante…troppo pesante…“bastardo..”sibilò a denti stretti infilandosi nella doccia. Sciolse i muscoli sotto il getto caldo e si abbandonò contro il muro stancamente mentre le lacrime scendevano copiose dagli occhi tristi e il sangue si mischiava con la purezza dell’acqua.Rimase li per una buona mezz’ora, poi, stremato, uscì e si avvolse in un accappatoio.Tremante spostò la tenda e osservò lo specchio sfondato sopra il lavandino. L’aveva ridotto in frantumi lui, con un pugno, una settimana prima. Aveva rotto anche lo specchio in camera sua. Non sopportava più la sua immagine. Il suo riflesso lo incatenava alla cruda realtà dei fatti. Era meglio dimenticare…Raggiunse il suo letto sbandando pericolosamente e si sedette sul quel giaciglio sporco.-Su Nobunaga….apri il cassetto del comodino e ingoia un po’ di quelle pilloline gialle…dopo starai meglio…bravo…così..tre o quattro non ti faranno certo male…-.Si stese dopo aver ingoiato quella possibile via di fuga contro il dolore e si abbandonò sulle coltri sfatte cercando un sonno senza incubi, quegli incubi che popolavano la sua mente anche durante il giorno…Sembrava semplice…si…sembrava semplice anche per lui…Hanamichi Sakuragi…sedici anni, studente e una passione per lo sport, il basket. Chissà come sarebbe stata la sua vita in un’altra situazione…ma si sa, si ha quel che si ha, o quel che si merita.Ma era inutile tentare di capire perché stava capitando quello a lui. Steso sul letto sfatto, cercava di riprendersi dall’ultima sbronza di un paio d’ore prima. Aveva ascoltato di nuovo quella fastidiosa vocina dentro la sua testa.-bevi un altro po’ di birra Hanamichi…bevi un’altra birra..non ti può fare così male…-E così lui aveva fatto..e ora si ritrovava nuovamente ubriaco, a pochi metri da un suo rigetto maleodorante sul pavimento.Chiuse gli occhi e lasciò che una lacrima scivolasse sulla ruvida stoffa che ricopriva il cuscino. Era sempre stato un ragazzo forte, o almeno, all’esterno lo sembrava. Ma in realtà era solo un ragazzo, con tutte le debolezze e le paure che l’essere sedicenne comporta. E ora se ne stava li, incapace di muovere un muscolo, su quello scomodo giaciglio troppo caldo e allo stesso tempo troppo freddo.“bastardo…” sbiascicò mentre un’altra lacrima si faceva strada su quel viso stanco. Chiuse gli occhi e aspettò che il sonno prevalesse sui suoi incubi, ma anche quella sera non fu così.Continua…

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