Capitolo 4

Desclaimer: Tutti i personaggi appartengono al sommo e divino Inoue. ^^

Ciao a tutte! Approfitto di questo fantastico forum per postare la mia fanfic. Qualcuno di voi l’avrà già letta, ma qualcun’altra no.^^ Un bacione a tutte!


Sembrava semplice

di Brinarap

Capitolo 4

Si strinse nel cappotto. Avrebbe tanto voluto indossare uno di quei cappelli di lana pesante per coprire le sue ciocche scure dalla neve. Chissà come gli sarebbe stato addosso. Probabilmente avrebbe dovuto comprarne uno enorme per farci stare dentro tutti i suoi capelli. Pazienza…ormai erano fradici. Si sfilò la fascetta viola, in tinta con la divisa della squadra, lasciando che i ciuffi disordinati ricadessero scompostamente in avanti. Forse avrebbe dovuto tagliarli.

Girò la testa verso la vetrina di un negozio e si specchiò. Una ciocca color della notte gli ricopriva l’occhio destro e contrastava con la pelle pallida e infreddolita. Ebbe la tentazione di spaccarla con un pugno, la vetrina….l’immagine riflessa non era quella di Nobunaga Kyota, il ragazzo casinista, esuberante ed esaltato del Kainan… non era l’immagine del ragazzo che si definiva il Rookie numero uno della prefettura…

In quella vetrina dalle luci spente, si specchiava un ragazzo triste, dallo sguardo smarrito e assente. Nei suoi occhi la tristezza, i ricordi delle violenze, quel bacio tra Maki e Jin.

-no..io non sono così…- si morse le labbra martoriandole con i denti, trattenendo i singhiozzi a costo di farle sanguinare, mentre gli occhi si riempivano di piccole gocce argentate che si facevano lentamente strada sulle guance arrossate dall’inverno.

La sua mano si appoggiò inconsapevolmente sul vetro, freddo come il ghiaccio. Si muoveva a destra e a sinistra velocemente cercando di scacciare quel triste riflesso.

-quello non sono io…- si ripetè nella sua mente.

-si invece…non ti riconosci più? Guarda cosa sei diventato…-

-non è vero…io non sono triste…io sto bene…-

-stai bene? Forse ora…non stai così tanto male…ma dopo…come starai quando tornerai a casa?-

-stai zitto..non..non voglio pensarci…-

-devi…o vuoi lasciarti andare?-

-io..io…-

-hai visto Maki e e Jin? Erano felici…mano nella mano…il tuo Maki era felice…felice come lo volevi rendere tu…lo dicevi sempre…che volevi farlo felice..-

-lui..lui è felice?-

-si…ma accanto a lui non ci sei tu…c’è Jin…e si amano…e tu? Dove sei tu Nobunaga Kyota?-

-io…sto bene…davvero…-

Lacrime continuavano a sgorgare da quegli occhi troppo tristi.

-e allora perché piangi?-

-io..non lo so..-

-si che lo sai…piangi per Maki…Perché non sei tu accanto a lui…piangi per quello che verrà dopo…-

-io sono forte…ce la farò…-

-tu non sei forte…guardati…-

-non voglio vedere….-

-guarda…guarda che schifo sei diventato…guardati!!! GUARDATI!!!!-

“NOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!” Kyota si mise le mani sulla testa e si tappò le orecchie urlando.

Singhiozzò un paio di volte e si strofinò un occhio stanco.

Per fortuna non c’era nessuno in giro. Avrebbero pensato che fosse uno squilibrato. Forse lo era…

Si asciugò le lacrime e si strinse nuovamente nel cappotto. Stava cominciando a fare veramente freddo. Decise che era meglio tornare a casa…quello che sarebbe successo non gli importava…ormai Maki era nelle braccia di un altro e lui presto sarebbe stato di nuovo nelle mani di suo padre.

Hanamichi osservava la neve scendere piano e coprire ogni singolo filo d’erba attorno a lui. Si era seduto su una panchina in mezzo al parco e ora stava sorseggiando una cioccolata calda presa in un chioschetto li vicino.

Adorava la cioccolata. Si faceva coccolare e scaldare da quel dolce sapore ogni volta che ne aveva l’occasione e quando era depresso. Sospirò e osservò il suo respiro condensato in una nuvoletta bianca. Poi spostò lo guardo sulla sua cioccolata….era forse depresso? Si…le cose..non giravano per il verso giusto..aveva rimediato anche l’ennesima figuraccia con la kitsune…

-Kaede…-. Si passò una mano sul viso e asciugò una piccola lacrima salata che era scesa furtiva dai suoi occhi. Il suo amore era destinato a rimanere inconfessato. Un ragazzo che amava un altro ragazzo…improponibile…

-e poi…anche se lui fosse gay..che ci troverebbe in me? Basta..non pensiamoci…non voglio più pensarci…- scosse la testa e sorseggiò un po’ di cioccolata.

Sentì qualcosa sfiorare la sua gamba e abbassò lo sguardo per incontrare quello di un cucciolotto di Alaskan Malamoutte (è come un Husky..solo che più grande e robusto…e più peloso.. ^^)

“ehi!! E tu? Ti sei perso??” disse prendendolo in braccio ricevendo in cambio tante piccole lappatine e un guaito. Era un cucciolo veramente splendido. Il manto nero e bianco era soffice soffice e sul musetto spuntavano due occhioni azzurri dolcissimi e due orecchie appuntite morbide morbide.

“sei un cucciolo degno del tensai..sei così bello …” disse Hana piano.

“Rookie!!!”

Hanamichi si girò e smise di accarezzare il pelo del cucciolo appena vide Rukawa corrergli incontro e strappargli il cane dalle braccia “molla il mio cucciolo d’oaho!!!” disse freddo.

“ehi!!! L’ho salvato!! Chissà dove sarebbe andato a finire se io non l’avessi trovato!!! Come ti permetti!!??”

Ma la kitsune lo ignorò cominciando ad accarezzare il suo cane.

Il rossino stava per ricominciare a sbraitare ma un alquanto affannato Akira Sendoh raggiunse Rukawa correndo “eccovi qui…ma che fine aveva fatto questa piccola peste?” disse accarezzando il muso dell’animale. Poi si accorse del rossino”e tu cosa ci fai qui Sakuragi?”

“fatti gli affari tuoi Sendoh!! Tu piuttosto….”

“io stavo passeggiando con Kaede e Rookie” lo interruppe freddamente il numero sette del Ryonan.

Hanamichi restò interdetto –passeggiava con…Kaede….e Rookie…Kaede..l’ha chiamato Kaede-

“allora andiamo Kaede?”

di nuovo quel nome…pronunciato dalle labbra di Akira Sendoh.

“si….”

“mangi a casa mia?”

“nh…hai qualcosa per lui?”

“certo…andiamo….” Akira prese la mano di Kaede e si allontanarono insieme incuranti dello sguardo del rossino. Hanamichi rimase freddato sul colpo. Aveva visto quelle mani cercarsi lentamente, sfiorarsi appena e poi afferrarsi saldamente per stringersi l’una nell’altra.

Sentì il respiro mozzarsi nella sua gola e la tristezza assalirlo violentemente strappandogli anche l’ultimo briciolo di felicità dal cuore con la stessa voracità di un leone che divora la sua preda.

Kaede era gay…e stava con Akira.

-Kaede è gay….e sta con Akira….- dopo quel pensiero la mente di Hanamichi si bloccò.

Come un’automa si girò e cominciò a camminare verso casa. Avrebbe voluto urlare, piangere e gridare al mondo che non era giusto…ma tutto quello che riuscì a fare fu camminare a testa bassa verso casa, come se sostenesse tutto il peso del mondo sulle sue spalle.

Continua…

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