Capitolo 6

Desclaimer: Tutti i personaggi appartengono al sommo e divino Inoue. ^^

Ciao a tutte! Approfitto di questo fantastico forum per postare la mia fanfic. Qualcuno di voi l’avrà già letta, ma qualcun’altra no.^^ Un bacione a tutte!


Sembrava semplice

di Brinarap

Capitolo 6

“Kyota? Kyota? Vuoi rispondere per cortesia?”
il professore fissò il ragazzo seduto sul banco davanti a se. Aveva profondi solchi violastri sotto gli occhi spenti, un pallore diffuso sul volto e un leggero tremore a scuotere quel corpo magro e muscoloso.
“risponder..e? qual…qual’era la domanda?” Kyota si riscosse e osservò l’uomo davanti a se.
“ti ho chiesto quali sono i componenti di un atomo…”
“i..i componenti di un atomo? Ecco…il…nucleo…di protoni e neutroni….e gli elettroni…”
“esatto…e gli elettroni che compito hanno? Ehi..ma va tutto bene?” disse andandogli più vicino.
“eh? Si si…non si preoccupi…sono..sono solo un po’ stanco..non ho dormito molto bene…”
Il professore, un uomo sulla quarantina con profondi occhi verdi e capelli scuri, tento di allungare una mano per sentirgli la fronte, ma il moretto indietreggiò violentemente sulla sedia. Odiava essere toccato, odiava sentirsi le mani addosso, soprattutto quelle di sconosciuti.
“sto bene…sto bene..vado a sciacquarmi il viso…” disse alzandosi.
“forse è meglio che vai in infermeria….” Constatò il professore preoccupato.
“no…professore…per cortesia….sto benissimo…sono solo un po’…stordito…vado e torno..” disse uscendo dalla classe. Chiuse la porta dietro di se e si avviò verso il bagno.
Era tanto stanco, forse aveva la febbre…si…se la sentiva…aveva dormito sulle scale…suo padre lo aveva lasciato li a dormire…
Ciondolò dentro i bagni stringendosi nelle braccia, cercando di placare i brividi di freddo.
Non si sentiva proprio bene. Voleva solo tornare a casa e stendersi a letto.
-stenderti a letto Kyota? Con tuo padre sopra…non ti lascerà in pace..anche se stai male…-
Si appoggiò al lavandino con la mano sana e scosse furiosamente la testa per placare quel pensiero.
Non osò alzare lo sguardo verso lo specchio. Non voleva vedersi riflesso. Avrebbe ricordato. No, no…non voleva. Si risciaquò il volto caldo e si asciugò furtivamente prima di uscire per ritornare in classe. Si strinse il polso dolorante. Erano giorni che lo tormentava. Tutto quello che ricordava era che suo padre l’aveva buttato per terra durante una colluttazione. Non voleva farsi prendere, non voleva lasciarsi scopare, ma quando era caduto, suo padre era andato giù con lui, schiacciandogli il polso con un ginocchio. Aveva sentito un dolore lancinante ed era scoppiato in lacrime urlando.
“che male…” sussurrò portandoselo al petto.
“ehi Kyota…”.
Il moretto si girò verso quella voce conosciuta trovandosi di fronte al suo capitano.
“salve capitano..”
“di un po’…sempre a perdere tempo fuori dalla classe vero?”
“non mi sento troppo bene e il professore..mi ha mandato fuori…”
“mmh…sei sicuro di non essere stato cacciato fuori per aver fatto casino?” chiese scettico.
“ti sbagli..” tuonò la matricola del Kainan offeso.
-mi tratta sempre male…non si fida mai di me…-
-non si fiderà mai di te…-
-io..io..-
“ehi..ti sei addormentato?”
“no..io…” si sentì la testa pesante e le gambe molli “capitano..” sussurrò debole prima di crollare sulle ginocchia.
“che ti succede?” Maki si chinò sul ragazzo e lo tirò su con estrema facilità.
-com’è leggero…- pensò stupito.
Appoggiò una sua mano fresca sulla fronte della matricola.
“Kami Sama!! Sei bollente…” sospirò preoccupato.
“…lasciami stare…sto benissimo..”
“vieni..ti accompagno in infermeria…scommetto che sei stato fuori tutta la sera a fare bagordi con i tuoi amici! Il solito incosciente…”
Kyota si scostò malamente da lui “Non mi toccare!!!Non mi toccare!!! Non capisci niente…non capisci proprio niente!!!!” detto questo scappò correndo verso l’uscita lasciando il suo capitano confuso e preoccupato.

“Sakuragi!!!??? Sakuragi????!!!”
“mh?” il rossino alzò gli occhi ritrovandosi di fronte il professore con lo sguardo decisamente adirato. Si era addormentato, di nuovo.
“vuoi stare attento alla lezione razza di idiota???”
“mh…” mugugnò strofinandosi un occhio stancamente. Quella mattina si era svegliato a pezzi. Colpa di Keji. Colpa del suo ragazzo.
Ma come si può definire il proprio ragazzo una persona violenta e meschina come quella?
-però è il mio ragazzo…io lo amo…-
-no…sei costretto ad amarlo…-
-io…-
“Sakuragi?????”
“si?”
“fuori di quiiiiiiii!!!!!!”
Sakuragi squadrò l’insegnante. Era rosso, il viso gonfio come un pallone per la rabbia.
-forse scoppierà…farò come dice…chi ha voglia di stare qui alla fine?-
Si alzò lentamente e uscì dalla classe. Trattenne un rigurgito mentre il sapore dell’alcol della sera prima tornava prepotentemente a stuzzicargli la lingua.
Storse la bocca in una smorfia di disgusto. Sentiva una debole nausea attanargli la pancia e la testa avvolta in una nebbiolina di confusione e spossatezza.
Non pensava a nulla. Non voleva pensare a nulla.
Si diresse verso la terrazza e si appoggiò alla balaustra. Prese ad oscillare avanti e indietro, sporgendosi oltre il parapetto numerose volte. Avrebbe potuto lasciare le mani e scivolare nel vuoto. Però si fermò. Si tirò indietro e si lasciò cadere pesantemente sull’asfalto.
Aveva voglia di fumare una sigaretta. Si…una sigaretta…
-una sigaretta…- pensò.
Sbadigliò rumorosamente mentre gli occhi si facevano lucidi per la stanchezza. Decise di accoccolarsi sull’asfalto e schiacciare un pisolino.
“forse…forse però….” Sussurrò chiudendo gli occhi.
-forse…io…mmmm….meglio dormire..non riesco a pensare…sono stanco….-.
sospirò pesantemente e strinse nella giacca. Faceva freddo.
“non posso..no..” si rialzò. Troppo freddo per dormire all’aperto.
Mugugnò stancamente e tirò un calcio al parapetto. Voleva dormire.
-voglio dormire…-
“voglio dormire!!!” urlò rabbioso. Poi si fermò. Non si riconosceva più. Si sentiva impotente, svogliato. Che senso aveva continuare quel tormento che era la sua vita?
Si passò una mano sul viso e rientrò nel corridoio.
La campanella suonò decretando la fine delle lezioni. Rientrò velocemente in classe e afferrò le sue cose. Doveva andare in palestra. Allenarsi. Con quegli stronzi dei suoi compagni di squadra.
“non fai bene questo..non fai bene quello..idiota idiota idiota!!!!”
gli sembrava già di sentirli, mentre camminava stralunato per i corridoi sotto le facce e i commentini degli altri ragazzi.
“parla da solo…che sfigato..”
“è proprio scemo quel rossino…”
“che elemento…”
“fottetevi streghe!!” sputò con odio lasciando di sasso le tre ragazze che sparlavano di lui.
“ciao Hanamichi…”
Il rossino si fermò e voltò la testa.
“Haruko…” disse svogliatamente.
“come va? Ho sentito che siete belli carichi per l’incontro con il Kainan!!!”
“hmm? Si…”
“sono sicura che tu e Rukawa farete un ottimo lavoro insieme!!!”
“io e Rukawa non faremo mai nulla insieme…e ora vattene..mi dai fastidio..” disse ricominciando a camminare.
Inutile dire che la piccola Haruko Akagi ci rimase male. Malissimo.

Continua…

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