Capitolo 8

Desclaimer: Tutti i personaggi appartengono al sommo e divino Inoue. ^^

Ciao a tutte! Approfitto di questo fantastico forum per postare la mia fanfic. Qualcuno di voi l’avrà già letta, ma qualcun’altra no.^^ Un bacione a tutte!


Sembrava semplice

di Brinarap

Capitolo 7

Respirava lentamente…cercava di fare il meno rumore possibile, sotto quelle coperte. Si era rifugiato sotto la calda trapunta circa 5 ore prima, appena suo padre era crollato ubriaco, dopo averlo seviziato a dovere. Creò un piccolo spiraglio tra la coperta e il materasso e sbirciò l’ora segnata sulla sua radiosveglia. Le tre…le tre di notte…
E lui non aveva ancora preso sonno. Troppi pensieri, troppo dolore.
Maki lo aveva colpito fortissimo…e il dolore che il suo cuore provava si sommava al dolore del polso che ancora lo torturava e a quello della guancia, rossa e gonfia. Si alzò sconsolato. Era inutile stare a letto. Era distrutto, ma aveva paura di addormentarsi. Ed era convinto che non ci sarebbe mai riuscito. La sua mente era vuota, eppure così tormentata.
Si accostò alla finestra e osservò la strada e il piccolo cortile. Tutto era bianco, soffice. Sorrise immaginando lui e Maki giocare nella neve…come due fidanzati.
Una piccola lacrima scivolò a terra, accanto ai suoi piedi nudi. Ne seguì un’altra e un’altra ancora.
Si ritrovò a singhiozzare forte, contro il vento di dicembre.
Si afferrò la testa e la strinse forte tra le mani. Perché??? Perché Maki aveva scelto Jin??? Perché Jin e non lui?? Perché quella sberla? La sua guancia bruciava…
“Shinichi…Sinichi….capitano…” singhiozzò tremando. Afferrò la coperta e se la mise sulle spalle, immaginando che quella stoffa calda, fosse in realtà il soffice abbraccio del capitano. Chiuse gli occhi e reclinò la testa al’indietro. Si immaginò seduto sul letto, con la schiena appoggiata al petto nudo del suo capitano. Immaginò i suoi baci sul collo, le sue carezze confortanti, la sua voce sussurrargli parole piene di dolcezza e amore. Si lasciò andare al quel dolce tepore e scivolò a terra addormentato, finalmente sereno, in quella bolla di dolce finzione.

“la cena è pronta….”
Seji alzò gli occhi fissandoli sul capo reclinato verso il basso del suo ragazzo. Senza dire una sola parola si alzò e oltrepassò il rossino per prendere posto al tavolo da pranzo.
Hanamichi gli servì la cena e poi si sedette al tavolo con lui. Sempre a testa bassa.
“questo riso è freddo!” Keji scacciò la sua ciotola di riso con una manata facendolo finire per terra.
Un rumore sordo di cocci rotti si sparse per il salotto.
“scu..scu..scusami..vado subito a riscaldarlo….” Un rossino tremante si alzò in piedi e fece per afferrare la pirofila del riso, ma una mano violenta gli afferrò l’avambraccio bloccandolo.
Gli occhi di Hanamichi si incontrarono con quelli del ragazzo più grande.
“cosa ci facevi sotto quel ragazzo oggi pomeriggio in palestra?” chiese freddo.
“ero..sono caduto…siamo caduti…ho cercato di bloccarlo e gli sono andato addosso…”
“ho visto come lo guardavi…”
“non c’è niente tra di noi…siamo solo compagni di squadra!”
“e questo chi me lo assicura????” Keji si alzò in piedi contrastando il rossino.
“io..io…no…credimi..Keji..non mi sopporta…non mi guarda nemmeno!”
“E ci credo…sei un cesso…con questi capelli ridicoli, con quel sorriso idiota!!! Chi vuoi che ti voglia! Solo io!! Solo io ti voglio!!!” !!!”(Keji, stai zitto che sei solo un autista!!!!!!!!NdUrd)(Questo non è nel tuo compito di BetaReader!!!NdTutti)(Lo so, ma quando c’è un personaggio cattivo mi viene da rispondergli!!>_<Va bene, scusa Brina, continuiamo…NdUrd)
Hanamichi sentiva le lacrime pungergli gli occhi. Solo l’indifferenza della volpe faceva più male di quelle offese. Già..la volpe…stava pensando di nuovo a lui.
Keji strinse il braccio del ragazzo torcendoglielo dietro la schiena.
“dimmi che mi ami..” gli sussurrò viscido sull’orecchio.
Hanamichi strinse i denti, ma la stretta si fece più forte e lui capitolò.
“ti amo…ti amo tanto Keji…”
“dimostramelo…” il ragazzo più grande scioglie la presa permettendo ad Hanamichi di scivolare in ginocchio per terra. Poi si slacciò la cinta e costrinse il rossino a prendere in bocca la sua virilità rilassata. Singhiozzando, Hanamichi fece il suo dovere, con gli occhi chiusi, gonfi di lacrime.

Continua…

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